Aborto, una Regione lo vieta in regime di day hospital. Ricovero o niente


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«Io difendo le donne: per l’aborto farmacologico ci vogliono tre giorni di ricovero. Io mi limito ad applicare le linee guida del ministero della Sanità». Lo dichiara in un’intervista a Repubblica la presidente dell’Umbria Donatella Tesei in risposta alle critiche delle opposizioni secondo le quali molte donne rifiutano il ricovero in ospedale per la Ru486. Secondo la governatrice leghista, questa scelta «è un errore» e le regioni che hanno scelto il day hospital «non hanno abbastanza a cuore la tutela delle donne».



«In Italia c’è una legge, la 194, la applico – precisa Tesei – Le donne sono libere di scegliere, ma in sicurezza. Ma credo sia naturale voler difendere la vita. L’aborto farmacologico è una cosa delicata. Seguo le linee guida del ministero. Se dovessero cambiare, mi adeguerò». Quanto alla possibilità di esporre, con il ricovero, le donne al contagio da coronavirus, «l’Umbria è ormai una regione quasi Covid free», sottolinea. Sul possibile suggerimento del suo collega di partito Simone Pillon, da sempre fautore dell’abolizione della 194, Tesei chiede: «Perché cercate motivazioni politiche quando la mia scelta è esclusivamente sanitaria e garantista nei confronti delle donne? Sono un’avvocata, credo nelle leggi e le applico. La salute viene prima di tutto. Nessuna donna rifiuterebbe un ricovero se dovesse sottoporsi a un’operazione di qualunque tipo. Non entro nella libertà personale, qui non ci sono in gioco le mie idee. Perché vi meravigliate tanto?».

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