Acerra a luci rosse, focosi amanti beccati nudi al cimitero mentre fanno sesso

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Incredibile ma vero: una coppia di focosi amanti è stata sorpresa a fare sesso sfrenato all’ombra dei loculi nel cimitero nuovo. La testimone oculare, una professionista locale, dopo aver visto i due è fuggita via indignata ed indispettita, cercando di denunciare l’accaduto ai custodi senza però trovarli. La coppia, quasi certamente amanti clandestini, resasi conto di essere stata scoperta ha tentato subito di ricomporsi, per evitare uno scandalo. Il fatto è stato successivamente riferito dalla testimone ad alcune persone, ma della coppia si erano oramai persa ogni traccia. Diffusasi la notizia, è subita iniziata la corsa ai botteghini del lotto. Tenuto conto che la testimone oculare della scena “boccaccesca” è una nota professionista locale, non è da escludere, tenuto conto dell’indignazione manifestata dalla donna, che nei prossimi giorni la stessa possa recarsi presso le forze dell’ordine per presentare denuncia, al fine di dare un nome ed un volto alla coppia, che ha violato la legge, compiendo atti osceni in luogo pubblico. Ecco il racconto della donna: «Salita la scala che porta alla nicchia che ospita i resti dei miei genitori, sento provenire dal retro dei loculi alcuni gemiti. Incuriosita, ma anche spaventata, con passo felpato, lentamente mi avvicino al luogo da dove sento provenire anche frasi “sconnesse”». «Mai mi sarei aspettata di vedere in quel luogo di dolore, due persone seminude intente a fare sesso, che nella foga neppure si erano accorte della mia presenza – continua la donna – Alla vista di quella scena squallida e ripugnante, mi è “sfuggito” un grido di disappunto, che ha “attirato” i due nel pieno del loro amplesso;  resisi conto della mia presenza si sono subito separati, tentando di alzarsi i pantaloni da lavoro che entrambi indossavano. Un attimo dopo – continua la signora ancora sotto choc per quello che aveva visto – sono precipitosamente fuggita via. La coppia, nel frattempo, si era ricomposta, evitando di essere individuata. Ho fatto una corsa quasi a perdifiato, tenendomi a ridosso delle tante cappelle gentilizie, al fine di essere individuata. Era mia intenzione raccontare l’accaduto ai custodi, ma all’interno dell’ufficio non c’era nessuno e quindi mi sono allontanata temendo per la mia vita. Giunta a casa ancora scossa, ho raccontato il fatto ad alcuni parenti e qualche giorno dopo sono tornata sul posto accompagnata da alcune persone con l’intento di riconoscere i due amanti, ma non sono stata in grado di incontrare nessuno».