Assalti armati alle ville in Costiera sorrentina: sgominata la terribile banda


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Una banda di ladri, specializzata in assalti a ville isolate nella zona della costiera sorrentina, e’ stata sgominata dai carabinieri che hanno arrestato tre persone – mentre una quarta e’ ricercata – accusate di essere gli autori di otto colpi compiuta tra aprile e giugno 2016. La banda aveva Caivano, in provincia di NAPOLi, come base operativa. Per settimane ha terrorizzato gli abitanti di Massa Lubrense, un tranquillo comune della Penisola sorrentina che si affaccia sull’isola di Capri. A identificare i componenti del gruppo e’ stata l’indagine condotta dai carabinieri della compagnia di Sorrento, coordinati dalla Procura di Torre Annunziata. Uno dei quattro, un albanese, di 30 anni era stato arrestato in flagrante il 14 giugno dell’anno scorso mentre tentava di uscire dalla zona della costiera dopo un ‘assalto’ a una casa isolata. Quella notte la banda era entrata in una villa, aveva preso le chiavi di una fiammante Audi Q5 dalle tasche dei vestiti del proprietario – che stava dormendo tranquillo nel suo letto – e portato via l’auto parcheggiata in giardino. I militari pero’ riuscirono a intercettare i ladri sulla statale 145 all’altezza di Vico Equense. Il complice di Kurti, alla guida del lussuoso e potente Suv sperono’ le auto dell’Arma nel tentativo di scappare ma vistosi braccato abbandono’ la Q5 riuscendo a dileguarsi dopo essersi diretta nella vegetazione impervia lungo il costone accanto alla statale. L’Audi venne recuperata e l’albanese fini’ in carcere. La scorsa notte e’ stata eseguita a Caivano dai carabinieri di Sorrento, con la collaborazione dei colleghi del posto, l’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip di Torre Annunziata su richiesta della Procura. I primi due sono stati rintracciati ed arrestati: si tratta di un albanese e di un uomo residente a Caivano. Un altro albanese e’ ricercato: era l’uomo alla guida della Q5 riuscito a fuggire a piedi. In una delle intercettazioni, da supporto all’inchiesta, uno degli indagati dice “ci vuole coraggio per entrare a rubare nelle case con la gente dentro”, a testimoniare della ‘disinvoltura’ della banda



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