Come nei film, muore e lascia l’eredità al gatto


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Muore e lascia la propria eredità a un gatto. A raccontare la storia di un pensionato è l’avvocato Stefano Rossi. Guido Conte, 79 anni, dirigente delle Ferrovie dello Stato in pensione, morto un mese fa, celibe e senza figli, si era rivolto allo studio incaricandolo di predisporre un testamento con un legato in favore dell’amico a quattro zampe. Più in particolare lo stesso che era proprietario di due unità immobiliari e di due conti correnti, uno postale ed uno bancario presso l’Unicredit e che godeva di entrate pensionistiche quale ex dirigente delle Ferrovie dello Stato, aveva deciso – per quando avrebbe cessato di vivere – che il suo patrimonio andava “utilizzato” in funzione del suo gatto. A tal uopo la nostra Associazione aveva predisposto un olografo con nomina di esecutore testamentario, Alessandro Romano che vigili sull’adempimento dell’onere. Tanto per precisare in Italia, a differenza che in altri Paesi, non è possibile nominare erede direttamente un animale, però tramite l’istituto giuridico del legato testamentario si può far sì che un soggetto, appunto l’esecutore testamentario, vigili affinché il patrimonio sia asservito alle esigenze del gatto».



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