Commerciante rapinato e pestato a sangue: sfogo e foto sui social


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Stava lavorando nella sua attività, una ferramenta di cui era co-proprietario in provincia di Firenze, a Barberino del Mugello. Poi l’improvvisa aggressione, con la vittima picchiata e rapinata da ignoti malviventi. Il malcapitato è il salernitano Massimo Castella, da anni in Toscana per lavoro.



Dalle prime ricostruzioni pare che i tre uomini avessero un accento straniero. Entrati in negozio a volto scoperto e disarmati, hanno cercato di portare Massimo sul retro dell’attività. Poi all’improvviso è scoppiata la colluttazione, con la banda che ha bloccato Castella, per poi percuoterlo violentemente. Infine hanno rubato il denaro, la cui somma totale è ancora in fase di quantificazione da parte delle forze dell’ordine, e sono fuggiti.

Per fortuna la vittima non è in pericolo di vita. Adesso le forze dell’ordine indagano per risalire all’identità dei malviventi.

Massimo ha raccontato quanto accaduto con un post su Facebook.

“TESTIMONE DI UN’ITALIA MALATA.

Sono nato in un Paese chiamato Italia.

Vivo e Lavoro in questo Paese, pago le tasse

in questo Paese (troppe), osservo le leggi italiane, rispetto le autorità e particolarmente chi indossa una divisa (sono gli Eroi dei giorni nostri, non ne vedo altri), rispetto il prossimo, tenendo fede a quell’educazione che fin da piccolo, i miei genitori prima e la scuola poi, hanno saputo impartirmi.

Non sopporto la violenza e la prepotenza, non tollero i delinquenti, mi difendo qual’ora mi venga fatto del male deliberatamente.

Ho cercato anche questa volta di difendermi, quando tre presunti clienti, per tali si spacciavano i tre Rom, che intento a servire, mi hanno aggredito alle spalle, tramortendomi con un violento colpo alla nuca e infierendo senza risparmiarsi, con calci e pugni (principalmente al volto e alle tempie, alla schiena e alle costole) non riuscendo a neutralizzarmi, mi hanno disteso a terra, trascinato in un angolo remoto del negozio e seduti con il proprio peso sul mio corpo, hanno tentato in due di strangolarmi mentre il terzo, mi soffocava, togliendomi il respiro e premeva con forza su naso e bocca la mia stessa felpa, strappatami di dosso nella colluttazione, con la quale avevano già tentato di strangolarmi, avvolgendola a doppio giro intorno al mio collo… potrei continuare ma preferisco fermarmi…!

Fortunatamente, e ancora non capisco come, ne sono uscito vivo, ma non illeso.

A parte le evidenti lesioni, tumefazioni ed ecchimosi, che ben documentano le foto, varie le fratture riportate:

Frattura postero-laterale X costola, fratture a più rime scomposta e affossata dell’arcata zigomatica destra, fratture delle ossa nasali proprie e infrazione della spina nasale anteriore, infrazione della parete posteriore del seno mascellare sinistro, frattura del sacro a livello del terzo superiore di S4, coinvolgente arco anteriore e posteriore, contusione polmonare sinistra, suture per ferite alle labbra,

alla base del naso, frontale e alla testa, ecchimosi al torace e al collo, evidenti segni di strangolamento. A breve visita di controllo per chirurgia maxillo facciale, visita ortopedica ….ecc…ecc…

La mia colpa quale è stata?

Trovarmi nel posto sbagliato al momento sbagliato?

Ma ero nel mio negozio a lavorare…!

Lunedì scorso, alle 2 di pomeriggio, quando gli altri sono in pausa pranzo ed io a lavoro, intento ad offrire un servizio in più ai clienti…!

La mia colpa, è stata anche quella di aver capito che si trattava di una rapina, e di aver reagito ai tre delinquenti?

Tre Rom, che in pieno giorno, hanno agito indisturbati e senza timore alcuno, per ben 15 minuti, nel mio negozio, nella piazza centrale del paese, a 50 mt dal comando della Polizia Municipale, a 200 mt dal Comune, a meno di 400 mt dalla Comando dei Carabinieri, a pochi passi da bar, ristoranti, banche, a 10 mt dalle fermate degli autobus…

Infine sono riusciti nel loro intento, la rapina e andata a buon fine.

Individui, (non li classificherei come persone) che non rispettano e non temono le leggi Italiane, ne le autorità e troppo spesso risultano impuniti.

Bestie, per cui la vita altrui, ha un valore pari a zero, dunque, ammazzano senza scrupoli.

Il mio è soltanto uno, tra decine di episodi simili e anche più gravi, che si verificano in Italia quotidianamente. Nella maggior parte dei casi, non se ne ha notizia alcuna, veniamo distratti da ben altro.

Proprio per questo ho voluto dare qui la mia testimonianza, perché ciò che oggi è successo a me, domani potrebbe toccare ad qualcuno di Voi, a un vostro caro, a un vostro conoscente.

Ho gia subito quattro furti in pochi anni, ora la rapina, poi? cosa bisognerà aspettarsi ancora?

Chiedere più sicurezza, più tutela, più rispetto delle leggi, più tranquillità per i nostri figli e nipoti, è forse chiedere troppo?

L’alternativa, è scappare dall’Italia altrimenti.

Preferisco credere ancora nella giustizia…!

Chissà che non sia anche un po’ colpa di tutti Noi, se oggi viviamo in questa Italia malata!”.

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