Consumi di energia, ecco come ridurli con case efficienti e cambi di abitudini


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Non è un (brutto) scherzo: dal primo aprile sono aumentate del 2,9 per cento le bollette della luce, e le previsioni sul 2018 non sono per nulla positive. Ecco che dunque gli italiani cercano soluzioni per risparmiare, con le novità proposte dal mercato e i consigli degli esperti, anche sul Web.

Premettiamolo subito: non sembrano esserci notizie positive sul tema energia in Italia. Non parliamo tanto dell’approvvigionamento, quanto piuttosto dei costi e dei rincari delle bollette nel nostro Paese, che proprio in questo mese si alzeranno ancora di 2,9 punti percentuali, a causa degli effetti combinati dell’ondata eccezionale di freddo di inizio anno e dei rialzi sul mercato all’ingrosso, provocati dalle emergenze sui mercati europei collegati, Francia in testa.

Slitta l’abolizione. A rendere ancora più fosco il quadro sono le previsioni sul futuro che derivano dall’osservazione dello stallo in cui si trova il mercato elettrico nel nostro Paese. A maggior ragione dopo lo slittamento di un anno dell’attesa abolizione delle tariffe elettriche e del gas dal servizio di maggior tutela, che sembra andare in direzione opposta al risparmio per le famiglie, almeno secondo le forze politiche che hanno contrastato il provvedimento e le associazioni di consumatori.

Un bene o un male per i consumatori? Nella visione “pro abolizione”, l’addio ai prezzi calmierati dovrebbe portare a un livellamento verso il basso in nome della concorrenza, mentre chi ha promosso lo slittamento della deadline sostiene esattamente l’opposto, per il venir meno del prezzo dell’energia fissato periodicamente dall’Autorità nazionale, che stabilisce le condizioni tra il produttore e il cliente finale.

Obiettivo risparmio. Insomma, la situazione è piuttosto complessa e a pagare lo scotto maggiore, almeno in termini di chiarezza, sono per l’appunto gli utenti finali. È quanto mai attuale, allora, l’esigenza di provare almeno a intervenire sulle voci di spesa che dipendono direttamente dalle famiglie, come ben spiegato dalle pagine del blog di Punto Luce, che raccoglie interessanti approfondimenti sulle modalità per gestire al meglio i propri impianti domestici e per cercare di ottimizzare i consumi, riducendo i costi in bolletta.

Piccoli consigli pratici. I primi passi per questo obiettivo sono davvero semplici e hanno a che fare con le abitudini quotidiane: già soltanto scollegare dalle prese gli elettrodomestici dopo l’uso, evitando il ricorso alla modalità “stand by”, consente di risparmiare qualcosa come 50 euro all’anno. E per chi ha un contratto energetico con tariffa bioraria avviare soltanto nelle ore serali o nei weekend il funzionamento dei dispositivi che consumano di più, come lavatrici e lavastoviglie, rappresenta un consiglio valido.

La situazione dell’edilizia in Italia. Negli ultimi anni, poi, si stanno diffondendo le compravendite di immobili efficienti, ovvero di quelli che appartengono alle classi energetiche A+, A e B, ma – altra cattiva notizia – ma il 90% dell’esistente in Italia è purtroppo ancora appartenente alle classi energivore, ovvero F e G. Lo comunica il “Rapporto annuale sull’andamento del mercato immobiliare urbano”, realizzato da ENEA, Istituto per la Competitività (I-Com) e Federazione Italiana degli Agenti Immobiliari Professionisti (FIAIP), che ha scattato una fotografia che ha evidenziato sia l’andamento delle compravendite di immobili nel 2016 che il loro rapporto con l’efficienza energetica.

Prevalgono gli immobili energivori. L’aspetto positivo è che, come accennato, è in crescita il mercato “nuove costruzioni” di immobili con classe energetica dalla A+ alla B, così come pure le compravendite; in questo ambito dell’edilizia, però, continua a dominare la classe meno efficiente, che rappresenta il 66% di monolocali e il 56% di ville unifamiliari. Inoltre, l’Enea ha sottolineato come solo l’11% degli edifici esistenti in Italia risulti ristrutturato nelle prime tre classi energetiche, mentre rientra nelle ultime due classi energetiche quasi il 90% degli immobili da ristrutturare, situati principalmente nelle estreme periferie delle nostre città.

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