Covid, ecco il test rapido: risultato in 7 minuti

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Covid, arriva il test rapido dei sette minuti per scoprire l’eventuale positività al coronavirus. La sperimentazione in Veneto. Il governatore del Veneto Luca Zaia torna in diretta Facebook oggi 13 luglio, dopo una settimana. Il presidente ha  affrontato dalla sede della protezione civile di Marghera i temi legati all’emergenza Coronavirus .

I CONTAGI 
I numeri dei contagi – riportati dal bollettino dell’Azienda Zero –  partono dalla cifra di oltre un milioni di tamponi effettuati: 1.069.000. Sono solo 4 i nuovi positivi rispetto a ieri sera alle 17 e quindi 19.401 il totale, sono poi 144 i ricoverati (+2), 9 le terapie intensive quindi stabili, le vittime sono ferme a 2039. Il virus è quindi meno violento – ha spiegato Zaia – lo dicono i risultati dei tamponi. Ci sono  focolai domestici sotto controllo, ma ci preoccupano i ceppi portati da fuori. Abbiamo intensificato i controlli, ma tutti gli Stati e non solo extra Ue stanno portandoci casi in genere di età media più bassa, quindi giovani, ieri anche due gemellini di 4 anni stranieri e la loro mamma sono risultati positivi. Tutti i bambini risulterebbero al momento asintomatici.

IL CEPPO SERBO Perchè dobbiamo stare più attenti? Perchè questi virus “importati” sono mutati e quindi diversi anche come sintomi rispettto a quelli scientificamente testati in Veneto. C’è anche un ceppo serbo, con casi portati anche da noi.  Zaia ha inoltre evidenziato che è stato fatto sequenziare il virus della Serbia: «Nei quattro tamponi effettuati è emerso che la carica virale era molto elevata, i virus sono identici tra loro e appartenenti al cluster dei virus isolati in Serbia, ben diversi dai quelli finora isolati in Veneto e in Italia. E ad oggi non è possibile associare specifiche mutazioni alla diversa patogenicità del virus, perché finora non ci sono studi – ha concluso – che mettano in relazione forme cliniche con le mutazioni del virus».

LO STATO D’EMERGENZA
«La proroga fino al 31 ottobre lascerà a noi Governatori la competenza per intervenire, ma occorre chiarire quali poteri ci vengono dati, ma il Parlamento è sovrano e mi rimetto a quello che deciderà».

I CONTROLLI
«Noi stiamo effettuando test e controlli, siamo anche l’unica regione che ha raccomandato di fare i vaccini anti-influenzali (abbiamo dovuto anche andare in tribunale per difendere la nostra scelta e abbiamo perso); c’è meno percezione di pericolo e si vedono meno mascherine in giro per questo ribadisco che ci vuole attenzione».

TEST RAPIDO
E’ stato poi illustrata dal dott. Roberto Rigoli (foto), primario di microbiologia a Treviso, la procedura per il tampone veloce, un test rapido (costo di 12 euro contro i 18 di un normale tampone) che in 7 minuti al massimo dà una risposta sulla positività. E’ stato provato su circa mille persone. Non dà una diagnosi definitiva ma segnala positività che va poi confermata. La rapidità dei tempi permette di isolare subito il presunto contagiato. Già è stato provato sui kossovari arrivati in Veneto e ha evidenziato alcuni casi positivi. Il test agisce e cerca il virus  non cerca la presenza degli anticorpi.

IL “DOPPIO” Il test, ha spiegato il governatore Zaia, è stato sperimentato l’Ulss 2 del Veneto su 1000 persone con il modello del “doppio”: alle stesse mille persone cioè è stato fatto sia il test rapido che il tampone normale. Risultati identici tranne in un caso, un falso positivo.  Ora la Regione «trasferirà tutti i dati allo Spallanzani di Roma e al Ministero della Salute perché tengano in considerazione di inserire il test nel piano di sanità pubblica».

LA PROVA IN DIRETTA TV  Nel punto stampa di oggi il test è stato provato in diretta, a sorpresa, su un giornalista volontario, “Rick” Cesarano, dell’agenzia Ansa di Venezia, risultato negativo.

COME FUNZIONA «Questo test – ha spiegato Roberto Rigoli, primario di Microbiologia a Treviso e vicepresidente nazionale dei microbiologi – va a prendere l’ipotetico virus nella “cantina” dei batteri, nel retro faringeo, lo stempera in un liquido e lo distribuisce in una “saponetta”. Quando si mettono le goccioline nella saponetta, il liquido nasale inizia a migrare e c’è un punto in cui sono presenti degli anticorpi specifici contro il Covid-19: se esiste il virus, si attacca agli anticorpi specifici, c’è una reazione cromatica e avverte con una bandina rossa». Rigoli ha sottolineato che è «è stato provato su circa mille persone. È un test di screening per cui – ha ribadito – non facciamo diagnosi definitiva: se c’è è positivo, ma se lo fosse lo confermiamo con la biologia molecolare. La velocità dell’analisi ci consente immediatamente di isolare, l’ipotetico positivo. Ci sono altri centri che lo stanno provando, come a Vicenza».