Covid, Zangrillo su Berlusconi: «A marzo lo avrebbe ucciso»


62

«Berlusconi, il Covid a marzo lo avrebbe ucciso», lo sostiene il professor Alberto Zangrillo: la carica virale è alta, lui lo sa. Zangrillo, prorettore dell’Università San Raffaele e medico personale di Silvio Berlusconi, a Piazzapulita dice: «La carica virale che caratterizzava il tampone di Berlusconi era talmente elevata che a marzo-aprile lo avrebbe ucciso. Non è una boutade tanto per esagerare, visto il personaggio di cui stiamo parlando».



Berlusconi e Flavio Briatore «sono in condizioni più che soddisfacenti, per l’oro l’epilogo di questa malattia è vicino». «Se nell’interazione tra virus e paziente succede qualcosa di diverso, non significa che il virus non ci sia più. Significa che si manifesta in una forma differente: non lo dico io, lo dicono tanti medici», prosegue Zangrillo. «Il virus non è mutato, ma probabilmente si sta adattando all’ospite in maniera differente. Io continuerò a dire che è fondamentale l’osservazione e la tempestività», dice ancora. «Dal 31 maggio sono passati tanti mesi, non rinnego assolutamente il contenuto della frase, che magari rimodulerei in modo diverso. Poi ci sono coloro che tentano di arruolarmi in una categoria», quella dei negazionisti, «a cui non appartengo».

Vuoi restare sempre aggiornato sulle notizie della tua città? Iscriviti al nostro servizio Whatsapp CLICCA QUI PER SCOPRIRE COME FARE


SHARE