Fico al Rione Villa: “Qui telecamere e subito più forze dell’ordine”


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Piu’ sicurezza, aumentando i controlli delle forze dell’ordine sul territorio, piu’ prevenzione grazie alle telecamere di videosorveglianza e un piano di sostegno alle famiglie, anche con l’assunzione di assistenti sociali. Queste le soluzioni proposte dal presidente della Camera, Roberto Fico, dopo una visita all’istituto Vittorino da Feltre dove ha incontrato la dirigente scolastica Valeria Pirone a seguito dell’agguato di camorra che si e’ verificato la scorsa settimana nel rione Villa, a Napoli Est. “Da San Giovanni a Teduccio, dove c’e’ stato un terribile omicidio di camorra, sono tornato carico di ottimismo. Li’ ho incontrato delle realta’ straordinarie”, ha commentato Fico, che ha avuto modo di confrontarsi con alcune associazioni di cittadini riunite sotto la sigla ‘Napoli Zeta’ e i referenti del teatro Nest della periferia orientale della citta’. Fico e’ convinto che sia lo Stato a dover dare una prima risposta dopo l’episodio dell’omicidio.



“Innanzitutto – ha detto – servono maggiori controlli in tutta la municipalita’, con piu’ forze dell’ordine. Servono presidi forti e strumenti per la prevenzione. Penso alla videosorveglianza a scuola e nei pressi delle scuole. Su questo – ha annunciato Fico – ho sentito il ministro dell’Istruzione Bussetti: lui si mettera’ in contatto con questo istituto per portare avanti un progetto per la videosorveglianza”. Il terzo intervento, che per il presidente della Camera e’ quello piu’ importante, riguarda “la necessita’ da dare vita a un piano di sostegno vero alle famiglie, facendo assunzioni enormi di assistenti sociali. Deve essere personale formato, ben pagato. Oggi a Napoli – ha spiegato – ci sono 3 assistenti sociali ogni mille famiglie. Non possiamo andare avanti cosi’. Gli assistenti sociali devono essere parte di quel ‘patto sociale’ fatto di cittadini, parroci, associazioni e scuole che deve permetterci di ridurre la dispersione scolastica. Non servono, per questo, finanziati spot per finanziare progetti emergenziali ma una programmazione stabile”.

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