Lite folle, ferito a coltellate dall’amico del cuore 17enne


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«Tentato omicidio». È l’epilogo di una storia di amicizia finita nel sangue. Dopo il feroce accoltellamento di un 26enne napoletano, lo scorso 31 ottobre, la polizia ha scoperto che i suoi aguzzini non erano due extracomunitari, come dichiarato dalla vittima, ma uno dei suoi più cari amici, un ragazzo di 17 anni. Il carnefice che gli aveva teso un agguato alle 5 del mattino in via Colonne al Lavinaio, dietro piazza Mercato, era qualcuno di cui fidarsi. La squadra dell’anticrimine del commissariato di polizia Vicaria Mercato ha condotto indagini serrate fino alla ricostruzione esatta dell’accoltellamento, sopraggiunto dopo giorni di litigi e incomprensioni tra i due amici.



La notte del 31 ottobre, il 26enne napoletano stava rincasando a bordo della propria auto, in uno dei vicoletti a ridosso di via Lavinaio. L’aggressione a colpi di coltello si è consumata in una manciata di secondi prima che il giovane potesse allontanarsi dal veicolo. Il minore, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, ha trafitto con forza la vittima, lacerandogli la gola, un orecchio e ferendolo alla schiena e alle spalle. Nonostante l’incalzare dei fendenti, la reazione del 26enne è stata quella di suonare insistentemente il clacson dell’auto, richiamando l’attenzione dei vicini e costringendo l’amico aggressore a fuggire. Subito dopo, raccogliendo le ultime forze, il giovane è salito a casa completamente insanguinato ed è stato soccorso dai familiari che lo hanno portato al Loreto Mare. La versione degli extracomunitari, autori dell’accoltellamento, non ha convinto i poliziotti fin dall’inizio. Gli investigatori seguendo l’intuizione che la vittima, in un certo senso, coprisse il carnefice hanno indagato a tutto campo tra le amicizie del 26enne raccogliendo anche alcune testimonianze chiave che hanno permesso di ricostruire, non solo l’episodio di sangue, ma anche i litigi che lo avevano preceduto, inquadrando l’azione dell’aggressore come spinta da «motivi sentimentali».

Fino a qualche settimana prima dell’accoltellamento i due ragazzi si frequentavano e condividevano uscite serali, ma qualcosa è subentrato nel loro rapporto al punto da portare il 17enne a compiere l’atto folle. Un gesto – secondo gli inquirenti – messo a segno con l’intenzione «di uccidere». Per questo, ieri, hanno dato esecuzione a un decreto di fermo, poi convalidato, emesso dal Tribunale per i minori nei confronti del 17enne.

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