Neonato non respira, salvato nel Vesuviano dai medici del centro analisi

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Un anestesista in pensione ha salvato la vita ad un neonato in crisi respiratoria. È una storia di buona sanità e grande professionalità quella che arriva da Portici, dove a un certo punto si è temuto il peggio per un piccolo di 15 giorni, che è stato salvato nel centro diagnostico “San Ciro” in via della Libertà, a Portici. Per il padre del neonato sarebbe stato impossibile raggiungere in tempo il Pronto soccorso: il più vicino era quello dell’ospedale Maresca, a Torre del Greco. Così l’uomo, disperato, ha preso il bimbo ed è entrato nel centro medico. Gli operatori del centro hanno visto entrare l’uomo disperato e con il neonato tra le braccia che era cianotico e con evidenti segni di gravi difficoltà respiratorie. Colpa probabilmente dei muchi che gli impedivano di respirare. Immediatamente è stato chiamato l’anestesista, il consulente esterno Cosimo Aruta, 74 anni, che si trovava lì per caso, in quanto è presente solo in alcuni giorni per effettuare esami particolari. Aruta, con alle spalle un’esperienza trentennale come anestesista in vari ospedali napoletani, ha subito posto in essere alcune manovre con le quali è riuscito a rianimare il bambino, aspirando i muchi che occludevano l’apparato respiratorio. Il piccolo ha prima fatto un colpo di tosse e poi ha iniziato a riprendere il colorito naturale. «È un miracolo», hanno commentato tutti. Subito è stata chiamata un’ambulanza e il piccolo è stato trasportato per accertamenti all’ospedale Santobono di Napoli, dove i medici hanno eliminato i muchi residui per poi dimetterlo.

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