Partoriente su bus senza ticket, multata e fatta scendere

0
488

La gioia di aver dato alla luce una bella bambina non le ha fatto dimenticare la rabbia, mista a stupore, per quella multa che sa di ingiustizia. Federica, napoletana di 28 anni, avra’ piu’ di un motivo per ricordare il giorno in cui ha partorito. Gia’ in avanzato stato di gravidanza, quel giorno Federica era scesa di casa per una passeggiata ai Colli Aminei, non lontano dalla zona ospedaliera, quando viene colta dalle doglie. A quel punto vede venirle incontro un bus della linea 604, destinazione ospedale Cardarelli. Le sembra una mano delle Provvidenza, utile per accorciare i tempi e arrivare in ospedale per partorire. Date le circostanze omette di fare il biglietto. Il tragitto non e’ lungo, il traguardo da raggiungere e’ a poche fermate, quando sul bus sale un controllore. Alla richiesta di biglietto la Partoriente oppone l’eccezionalita’ della situazione. Si aspetta di essere compresa. Invano. Il controllore verbalizza (multa da 71 euro) e in piu’ la fa scendere costringendola a completare a piedi il percorso che la separa dall’ospedale. Federica partorira’ regolarmente e tutto andra’ per il verso giusto. Tuttavia, riacquisite le forze, ripensa all’amarezza per il trattamento subito e fa ricorso. Ma nulla da fare. L’azienda lo respinge trincerandosi dietro l’antico brocardo latino ‘Dura lex, sed lex’. “All’atto del controllo – la motivazione alla base del rigetto – la signora si trovava a bordo di un nostro mezzo sprovvista di valido titolo di viaggio. E le circostanze addotte non possono essere motivo di annullamento del verbale”. La storia, rimbalzata sui social, ha destato un vespaio di polemiche. “Sono salita sul bus – ha detto Federica a Repubblica – senza titolo di viaggio, e quando il verbalizzante mi ha giustamente contestato la mancanza del biglietto, ho cercato di spiegare che a causa di un malessere improvviso, visto il mio stato, mi stavo recando con urgenza al Cardarelli. Mentre stavo passeggiando da sola in Viale Colli Aminei ho avvertito dei dolori improvvisi e, spaventata, sono salita sull’autobus che sopraggiungeva. Il verbalizzante, cui avevo detto del malore, invece di accompagnarmi all’ingresso del pronto soccorso mi ha invitata a scendere e ha tenuto a precisare che nella sua qualita’ di agente di polizia amministrativa era tenuto a rilevare l’infrazione in ogni caso”. Sulla vicenda e’ intervenuta anche la leader di Fdi Giorgia Meloni chiedendosi: “Il sindaco De Magistris non ha proprio nulla da dire?”. E proprio dopo l’ondata di polemiche, l’Anm che gestisce il servizio di trasporto pubblico a Napoli e’ intervenuta con una nota ufficiale per chiedere “pubblicamente scusa”. Come spiega l’amministratore unico, Nicola Pascale, “i controllori dell’Anm elevano quasi 3000 verbali di contravvenzione al mese, svolgendo un’attivita’ complicata, che l’azienda sta intensificando, per migliorare il servizio ai cittadini. Gli errori possono capitare e in questo caso si e’ verificato un evidente eccesso di zelo nei confronti della signora, che andava invece aiutata e confortata. Sara’ mia personale cura riprendere e riesaminare la pratica del suo ricorso che e’ stata trattata – e’ la sua ammissione – in modo troppo burocratico. Intanto alla signora e alla sua famiglia esprimo le nostre piu’ vive scuse e le felicitazioni per la nascita del piccolo”.