Uno studio, commissionato dalla Eu-Ray, dimostra che il risparmio energetico che si può ottenere da un sistema di riscaldamento a pavimento, va da un 8% fino ad un 30%.

E’ ormai risaputo che quest’ultimo tipo di impianti è molto più efficiente ma solo ora ne abbiamo la conferma.

Lo studio pubblicato, è stato condotto dalle università di Copenhagen (DK) e di Padova.

Questo ha messo a confronto tre diversi edifici (una casa singola, un complesso di uffici ed una fabbrica) situati in tre differenti aree (Venezia, Bruxelles e Stoccolma), comparando l’energia e le emissioni di Co2 a seconda dell’uso di radiatori o riscaldamento a pavimento.

I risultati dimostrano chiaramente che l’impianto a pavimento permette di risparmiare dall’8 al 30%. Il risparmio con pompa di calore ed impianto a pavimento

Uno dei grafici confronta  le percentuali di energia primaria utilizzata dai tre edifici.

Per ogni area, vi sono tre colonne relative ai radiatori a bassa temperatura (50°C)* ed altre tre al riscaldamento a pavimento; le colonne grigie mostrano l’energia primaria utilizzata qualora l’impianto sia alimentato da una caldaia a gas a condensazione (caldaia), quelle verdi-blu indicano cosa accade con una pompa di calore ad aria (A-W HP) mentre, le gialle, considerano l’uso di una pompa di calore geotermica (GSHP).

Con il riscaldamento a pavimento, la quantità di energia utilizzata è minore e, utilizzando una pompa di calore, i risparmi sono elevati; ciò è significativo in quanto, in futuro, per ridurre i carburanti fossili, dovremmo passare alle pompe di calore.

Il raffronto è stato fatto con radiatori dimensionati con mandata a 50°C. Di solito gli impianti con temosifoni sono progettati con temperatura di mandata a 65-70°C. Questo significa che il risparmio energetico ottenibile nella pratica con un impianto a pavimento è molto più alto.