Sequestra e violenta una donna la notte di Natale: arrestato

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Un colloquio di lavoro la sera di Natale pur di cercare una nuova strada e poter riprendere a vivere serena in un momento economicamente difficile per tanti, si è trasformato nell’incubo di un sequestro: mani e bocca bloccati da nastro adesivo e ore di violenze sessuali subite senza avere via di uscita, a casa di un uomo che aveva conosciuto tempo prima e che si è rivelato un mostro.

È quanto accaduto a una donna di 43 anni, italiana e residente nel Varesotto, sequestrata e stuprata da un 39 enne nella sua abitazione di Gorla Minore, in provincia di Varese, la notte scorsa. La vittima, che in quell’appartamento ci è andata perché conosceva di vista il proprietario che poche ore prima le aveva proposto un lavoro come colf, è stata salvata dai carabinieri allertati stamattina da un suo amico. «Dai che ti faccio lavorare, vieni che ne parliamo», avrebbe scritto in malo modo l’uomo, forse sotto effetto di droga, e seppur fosse la sera di Natale lei ha deciso di accettare perché quel lavoro le serviva.

Nulla in quei messaggi, trovati sul cellulare della donna dagli investigatori coordinati dal pm di Busto Arsizio (Varese) Francesca Parola, avrebbero mai potuto farle pensare a qualcosa di pericoloso, ma quando la 43enne si è presentata a casa sua, l’uomo ha chiuso la porta a chiave e si è trasformato in una belva. Ha bloccato la donna stringendole le braccia intorno al torace, una mano sulla bocca e poi spintoni fino a farla cadere, intimandole di stare zitta. Una volta usato il nastro adesivo per essere sicuro che non potesse sfuggire o gridare, sono iniziate le violenze sessuali, che sarebbero andate avanti per ore.

Dopo aver accettato di partecipare al colloquio, la donna ha avvisato un amico fornendo indirizzo e nominativo del potenziale datore di lavoro. Forse la donna ne ha inviati anche durante la notte, approfittando della distrazione del suo aguzzino, ma è un dato ancora da verificare. Ad ogni modo è stato l’amico oggi ad avvisare il 112 e dirigere i carabinieri a casa del presunto stupratore, il quale ha tentato di non farli entrare in casa.

Spaventata, in lacrime, legata, la 43 enne si è aggrappata ai militari della compagnia di Saronno (Varese) appena sono riusciti a liberarla e farla alzare dal pavimento. Ai carabinieri, che l’hanno accompagnata in ospedale per le cure necessarie, ha raccontato le sue ore di terrore. Per il 39 enne è scattato l’arresto e a casa sua è stata anche sequestrata cocaina oltre a 1.600 euro in contanti. Ora l’uomo si trova in carcere a Busto Arsizio (Varese).