Siria, forno crematorio. Cozzolino, Pd: «L’Europa ha il dovere di intervenire»


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NAPOLI. Dopo Hitler, per anni abbiamo pronunciato la frase «Mai più». Eppure le immagini satellitari aggiungono, se possibile, altro orrore a ciò che finora abbiamo conosciuto della drammatica situazione nella Siria di Assad. «Le denunce fatte da  Amnesty International Italia solo alcuni mesi fa, di fronte alle immagini satellitari trasmesse dai network, prendono ancora più forma. – afferma il parlamentare Ue Andrea Cozzolino (Pd) – Il mattatoio di Bashar al-Assad ora è anche “forno crematorio”. Il luogo è sempre quello, la prigione di Sednaya, per cinque anni esecuzioni e sepolture si sono svolte di notte. Adesso li si sospetta la creazione di forni crematori e oggi le cronache ci riportano la notizia che l’ISIS lavora in Siria a una “cellula per le armi chimiche”. Un paese devastato che non può essere lasciato solo. Ieri in seduta Plenaria a Strasburgo ho ribadito e sollecitato – aggiunge – un nostro impegno per portare al cessare il fuoco; la Siria ha bisogno dell’attenzione quotidiana di tutti noi. L’Europa ha il dovere con le armi della diplomazia di fermare le atrocità che stanno distruggendo quel paese».



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