La quotazione in Borsa di Snap, la compagnia di riferimento dell’applicazione dei video Snapchat, ha portato in dote al suo fondatore Evan Spiegel un compenso in azioni che vale 637 milioni di dollari. Un tesoro che lo proietta, secondo il Financial Times, con ogni probabilità al vertice della classifica di amministratori delegati più pagati degli Stati Uniti. Anche estendendo lo sguardo agli anni passati è difficile trovare eguali: quando, nel 2011, Tim Cook è salito alla guida di Apple al posto di Steve Jobs ha incassato un pacchetto di azioni da 376 milioni, da esercitare nell’arco di dieci anni.

Il quotidiano della City cita il lavoro di Eqular, società che traccia le buste paga dei dirigenti e che spiega come la paga in titoli veda anche in questo caso un periodo di esercizio prestabilito, nell’arco di tre anni fino al 2020. Alla paga complessiva si somma poi un ulteriore milione di dollari per l’assicurazione sanitaria, l’assicurazione sulla vita, le spese legali e 500.000 dollari per la sicurezza personale. In tutto questo, lo stipendio di base dell’imprenditore californiano classe 1990 è stato tagliato da 500mila a 1 dollaro.

Il Ft ricorda come l’assegnazione di un premio attraverso un significativo pacchetto d’azioni non sia una rarità, anche se le proporzioni nel caso di Snapchat sono eccezionali. Quando GoPro, la società delle camere amate dagli sportivi, è andata sul mercato nel 2014 al suo chief executive Nick Woodman è andato un premio da 285 milioni di dollari.

Certo, la notizia arriva in un momento non felice per gli azionisti dei messaggini che si cancellano. Che hanno dovuto incassare un capitombolo dei titoli da 1,3 miliardi a Wall Street, per le esternazioni di Kylie Jenner, sorella della più famosa Kim Kardashian, sulla nuova versione dell’applicazone. Alla stella del reality americano, rampolla della composita famiglia Kardashian/Jenner, è bastato dire – giovedì – che non usa più Snapchat perché non le è piaciuto il restyling. “Qualcun altro non apre più Snapchat? O sono solo io…uh, è così triste”, ha ‘cinguettato’ Jenner, che ha 24,5 milioni di follower sul suo account Twitter. Poco dopo ha provato a rimediare: “Amo ancora Snap … il mio primo amore”. Ma ora mai il danno era già fatto: dopo aver ceduto quasi l’8%, le azioni di Snap hanno chiuso con una perdita del 6% a Wall Street e sono tornate vicino al prezzo di $ 17 al quale erano state quotate quando Snap Inc. ha fatto il suo ingresso al mercato azionario.