Torna in carcere il neomelodico “Piccolo Nardi”


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La passione per la musica non è bastata a tenerlo alla larga dall’ennesima grana giudiziaria. Luigi Ercole, in arte “Piccolo Nardi”, noto neomelodico dei Quartieri Spagnoli, ha visto riaprirsi le porte del carcere di Poggioreale dopo aver a più riprese violato il regime della semilibertà che gli era stato imposto dal Tribunale di Napoli una volta finito di scontare un cumulo di pene a tredici anni di reclusione. A riportarlo è il quotidiano Roma in edicola questa mattina.



Stando a quanto emerso dalla delicata attività investigativa partita l’estate scorsa, Ercole avrebbe più e più volte infranto le prescrizioni che il giudice della Sorveglianza gli aveva imposto. Dopo aver quasi finito di scontare i tredici anni di reclusione ai quali era stato condannato in via definitiva per svariati reati (rapina, furto e spaccio di droga), a giugno il 34enne di Montecalvario aveva ottenuto il permesso di tornare al lavoro. Ma “Piccolo Nardi” avrebbe dimostrato che le sue intenzioni erano di tutt’altro tenore. Insomma, di rigare dritto neanche a parlarne. Tenuto sotto stretta e costante osservazione dai poliziotti dell’ufficio Misure di prevenzione del commissariato Montecalvario diretto dal vicequestore Stefania Grasso, il cantante è stato più volte colto con le mani nel sacco mentre violava gli orari che gli erano stati imposti dal Tribunale di Napoli. Non solo, in alcune circostanze il 34enne non si sarebbe neppure presentato sul posto di lavoro indicato al giudice.

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