Trovata bomba inesplosa, a marzo evacuazione per 30mila persone

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Inizia oggi in Prefettura, con una tappa fondamentale, il percorso per arrivare all’evacuazione di una larga fetta della popolazione cittadina per il disinnesco dell’ordigno bellico ritrovato al di sotto del ponte della Ferriera. Operazione che, con molta probabilità, verrà effettuata in primavera, non prima di marzo. E coinvolgerà dai 25mila ai 30mila residenti del capoluogo. A Palazzo di Governo è stato convocato un vertice con i gestori dei sottoservizi per fare il punto della situazione. Sono stati chiamati a relazionare i responsabili delle società dell’energia elettrica, della telefonia e di distribuzione del gas metano.

Dalla riunione si avrà contezza della mappa dettagliata nel raggio di un chilometro, che è la distanza dal luogo dove è stata ritrovata la bomba. Una fascia di sicurezza indicata dal Genio Guastatori dell’Esercito per evitare qualsiasi tipo di problema. Al summit ristretto bisognerà capire quanto tempo sarà necessario per la disattivazione temporanea di tutte le utenze e se, di riflesso, possano esserci ripercussioni anche per altre aree della città che non rientrano nel perimetro stabilito per l’evacuazione. Oggi, dunque, si metterà un punto fermo importante per stabilire il resto del tragitto da percorrere prima di arrivare alle operazioni di disinnesco dell’ordigno bellico risalente alla Seconda Guerra Mondiale.

Si tratta di un proiettile di aereo, che misura 80 centimetri e contiene circa 26 chilogrammi di esplosivo. La bomba è stata messa in sicurezza dagli artificieri dell’Esercito che la tengono monitorata. Il prefetto Maria Tirone ha chiesto una vigilanza costante dell’area interessata. I militari hanno creato un trincea per interrare e ancorare l’ordigno, così da scongiurare problemi anche nel caso di una piena del torrente Fenestrelle. Quella bomba è venuta fuori mentre venivano eseguiti interventi di movimento terra nell’alveo del fiume. Immediato è scattato l’allarme con tutte le procedure consequenziali. L’appuntamento di oggi è il primo di una serie di riunioni specifiche, necessarie per verificare nel dettaglio ogni aspetto. Vanno considerate le persone costrette a letto, quelle che hanno bisogno di cure costanti seppure eseguite a casa, i detenuti agli arresti domiciliari. Poi si aggiungono tutte le esigenze delle attività commerciali presenti nella zona interessata e soprattutto delle strutture sanitarie.